IL CULTO DI MITRHA
 

Una divinità importata è Mitra, viene addirittura dalla Persia ed arriva a Roma grazie ai legionari che hanno combattuto nei territori più orientali. In questa religione i tori hanno una loro importanza: il dio Mitra viene quasi sempre raffigurato mentre uccide un toro il cui sangue darà la linfa vitale all’universo: Il mitraismo prenderà talmente piede nella società romana, da diventare il principale “concorrente” della religione.

Il culto del Dio Mitra, divinità di origine persiana è uno dei culti orientali che tramite il mondo ellenico si diffusero a Roma in alternativa alla religione ufficiale.

Esso cominciò a prendere piede a partire dalla fine del I secolo d.C. e raggiunse il periodo di massima diffusione al tempo degli imperatori Severi, esso aveva le caratteristiche della religione iniziatica e segreta (questo è uno dei motivi per cui i santuari, i mitrei, furono sempre ricavati in ambienti sotterranei). Numerose le tracce superstiti nella penisola italica diffondendosi poi con estrema rapidità nelle province nordiche attraverso le guarnigioni militari che insieme agli schiavi, furono i più attivi propagandisti di Mitra. La sua storia si articola in diversi episodi. Il dio nasce da una roccia con una fiaccola e un coltello fra le mani, con un colpo di freccia fa scaturire l’acqua da una roccia, successivamente Mitra inizia ai propri misteri il Sole, da cui è distinto ma al tempo stesso strettamente associato, segue un patto far le due divinità, che siedono insieme a banchetto e per poi salire sul carro solare verso il cielo: Nell’iconografia Mitra è frequentemente associato a Veruna insieme al quale personifica i due aspetti del cielo, diurno e notturno, nonché l’ordine cosmico e umano: Veruna punisce i malvagi e i trasgressori, mentre Mitra è protettore della giustizia e dei patti, del bestiame e degli uomini giusti. L’avvenimento centrale del mito mitraico è senza dubbio il sacrificio del toro, la cui morte promuove la vita e la fecondità dell’universo. L’iconografica era posta sempre ad una estremità dell’antro, solitamente di forma allungata e con due lunghi banconi ai lati, in cui venivano celebrati i sacrifici rituali ed i banchetti culturali. Oltre al Dio ed al toro , nella tauroctonia erano sempre presenti delle figure simboliche ben precise: un cane ed un serpente che devono il sangue del toro, uno scorpione che lo pungeva ai testicoli, delle spighe di grano che germogliavano dalla coda dell’animale morente e un corvo. Il loro significato è incerto: lo scorpione ed il serpente sono visti di solito come forze del male che tentano di impedire al sangue e da al seme del toro di raggiungere e fecondare la terra, il cane al contrario ne trae forza mentre le spighe simboleggiano la forza vitale che si libera del toro morente a favore delle piante verdi, il corvo messaggero divino, stabiliva il contatto tra Mitra ed il Sole. L’uccisione del toro e la presenza del sole fanno pensare ad un rito segreto che alluda al meccanismo di precessione degli equinozi, il carattere cosmico di Mitra è sottolineato dalla costante presenza al suo fianco dei due dadofori (portatori di fiaccole, Cautes e Cautopates) affini al dio che costituiscono  una sorta di trinità, rappresentano rispettivamente il sole dell’aurora, del mezzogiorno e del tramonto, nel ciclo annuale alludono alla primavera, all’estate e all’autunno.

Come in tutti i misteri, anche in quello mitraico si era ammessi attraverso una iniziazione segreta e preceduta dal giuramento di non rivelare il rito. L’ingresso era riservato ai soli uomini e l’iniziato poteva gradualmente accedere ai sette gradi della gerarchia (corvo, ninfo, soldato, leone, persiano, corriere del sole, padre) attraverso prove e cerimonie delle quali sappiamo molto poco. Il loro carattere doveva essere però essenzialmente simbolico ed incruento. La disciplina gerarchica dell’iniziazione, così come il carattere vittorioso del dio e il contenuto morale del mitraismo dell’eterno combattimento contro il male, spiegherebbe il successo incontrato dai misteri di Mitra presso l’esercito e poi anche presso gli imperatori.

L’apogeo del mitraismo si ebbe nel II-III secolo d.C.. periodo durante il quale l’impero vacillava minato da una crisi non solo economica e militare, in questo periodo il mitraismo si identificò con la religione orientale del Sole, diversa dal mitraismo ma con essa confusa dalle masse popolari a religione ufficiale dello stato (Aureliano) e sotto Diocleziano si diffuse anche nelle classi più elevate fino ad arrivare allo stesso imperatore.

Senza mai diventare la religione ufficiale dello stato, il mitraismo godette però di una vasta fortuna, oltre che nell’esercito, soprattutto tra le classi più modeste della società, schiavi, liberti, operai, artigiani e piccoli commercianti (contemporaneamente da questi stessi strati popolari e da esigenze spirituali analoghe, muoveva anche l’altra grande religione monoteista dell’epoca: la religione cristiana). Molti erano gli elementi sorprendentemente somiglianti fra i due culti: l’episodio di Mitra che fa scaturire l’acqua dalla roccia richiamava il miracolo della rupe di Mosè e il miracolo della fonte operato da S. Pietro, non può sfuggire il parallelismo tra le lustrazioni ed il battesimo, la comune credenza nella resurrezione dei morti e nel giudizio finale presieduto da Mitra o da Cristo, la singolare coincidenza della celebrazione del natale dei dio fissato il 25 dicembre (giorno del solstizio d’inverno, da entrambe le religioni).

Dopo diverse vicissitudini la religione cristiana prevalse definitivamente su quella mitraica che poté  resiste ancora per poco, mentre a Roma sopra i mitrei saccheggiati e distrutti, vennero erette chiese e basiliche.


                      IL MITO
 

Esistono due leggende differenti riguardo alla nascita di questa divinità, la prima Mitra sarebbe nato da una pietra, dalla quale sarebbe uscito armato di una daga in una mano, una fiaccola nell’altra e con un berretto frigio sul capo, la seconda leggenda narra che il dio decide di venire al mondo incarnandosi nel ventre di una vergine e vede la luce in una grotta. I festeggiamenti per la sua nascita avvenivano il 25 dicembre (un’altra analogia con il culto cristiano è che Mitra avrebbe abbandonato il mondo terreno per tornare in cielo 33 anni dopo essersi incarnato.

La sua prima azione è quella di soggiogare il Sole, per poi accordarsi con lui e riceve in dono una corona luminosa. Cattura poi un toro, portandolo nella sua grotta e superando tutta una serie di difficoltà, causate da un serpente e da uno scorpione, dal corpo del toro, una volta sgozzato, vengono emanate tutte le piante salutari, in particolare la vite dal suo sangue e il grano dal suo midollo, dal suo seme sarebbero invece nati tutti gli animali utili all’uomo. Al termine del suo operato, con l’aiuto del Sole, Mitra sarebbe assurto in cielo, da dove continuerebbe a proteggere gli esseri umani.

Viene rappresentato insieme a due personaggi, detti dadofori o partatori di fiaccole (Cautes e Cautopates). Il primo dei due porta la fiaccola alzata, l’altro abbassata: rappresentano il ciclo solare, dall’alba al tramonto, allo stesso tempo il ciclo vitale: il calore luminoso della vita e il freddo gelido della morte.

Il rituale mitraico prevedeva sette gradi di iniziazione, chi raggiungeva il grado più elevato, quello di Pater era colui che officiava i riti, era considerato il rappresentate della divinità in terra, indossava un berretto ed un vestito rossi ed aveva un bastone da pastore con la punta ricurva (la mitra).



IL RITUALE

 

Malgrado Mitra fosse una divinità solare, templi in cui i suoi riti venivano officiati, erano sotterranei, probabilmente in ricordo della grotta in cui la divinità sarebbe nata e vissuta. Purtroppo si sa poco dei rituali delle simbologie e della religione mitraica, che dovevano essere piuttosto complesse e note solamente agli iniziati di livello più alto. Da alcuni dipinti ritrovati in vari mitrei appare probabile che, durante le liturgie, i fedeli portassero delle maschere che ne mettevano in mostra il livello di iniziazione raggiunto. La vittoria sul toro selvaggio rappresenta la vittoria dell’ordine sul caos e sulla barbarie, il culmine del cerimoniale era un banchetto a base di pane ed acqua o vino /la somiglianza con il rito cristiano dell’eucarestia è molto spinta. Non ci sono note le formule rituali che il pater pronunciava durante lo svolgimento del rituale, esisteva comunque che esistesse una sorta di percorso di purificazione attraverso sette livelli

                           GRADI DI INIZIAZIONE DEL MITRAISMO

 

1 grado d’iniziazione:   CORVO


Simboleggiava la morte del neofita, il Corvo è il simbolo della morte. Il neofita muore e rinasce in un corso spirituale, gli veniva assegnato una mantra da ripetere e i suoi peccati venivano lavati nell’acqua, con il battesimo. E’ il momento che si desta dal lungo sonno in cui ha dormito per molti anni e si apre a una nuova esperienza che è quella della luce. Il grado del Corvo è sotto la protezione di Mercurio.

2  Grado d’iniziazione:   CRISALIDE

 E’ il secondo grado iniziatici, rappresenta la nascita, le farfalle nascono dalle larve.

L’addetto era promesso al culto e diventava casto per almeno la durata di questa fase. Offriva alla statua di Mitra una coppa di acqua. Il grado della Crisalide è sotto la protezione di Venere.

 

3 Grado d’iniziazione: SOLDATO

E’ il terzo grado iniziatici, rappresenta la battaglia, anche il terzo grado rientra negli stadi preparatori e che il candidato doveva combattere contro un uomo con la spada per conquistare la corona. Il neofita doveva inginocchiarsi, nudo, bendato e con le mani legate. Veniva poi offerta una corona sulla punta di una lancia, una volta incoronato le corde andavano tagliate con un solo colpo della lancia e tolta la benda. Questa rappresentava la sua liberazione dalla materialità del mondo. Il grado del Soldato è sotto la protezione di Marte.

 

4 Grado d’iniziazione: LEONE

 

E’ il quarto grado iniziatici, rappresenta l’elemento del fuoco. E’ il gradino per entrare nella porta dell’Oltre, del non commensurabile. All’iniziato si apre una nuova visione del mondo, quella del mondo fenomenico a cui si può accedere solo con un atto di forza e vigore interiore. Per questo ai leoni non erano permesso di toccare acqua durante il rituale, invece il miele era offerto all’iniziato per lavare le mani e per ungersi la lingua. Il grado del Leo è sotto la protezione di Giove. “I leoni che bruciano l’incenso attraverso essi noi spargiamo l’incenso attraverso essi anche noi finiremo”. Il  primo e il quarto grado degli iniziati mitraici, corvo e leone, corax e leo , indossavano le maschere degli animali corrispondenti e ne imitavano il verso gracchiando e ruggendo.

5 Grado d’iniziazione: PERSIANO

E’ il quinto grado iniziatici: Il rappresentante del Persiano è il Cautopates, il pastore vestito secondo l’uso nazionale e con la torcia abbassata. L’emblema di questa fase era un’arpa, l’iniziato era inoltre purificato con il miele perché sotto la protezione della luna: Il miele è associato con la purezza e la fertilità della luna (questa era considerata la fonte del miele e quindi l’espressione “luna di miele”. Il grado del Persiano è sotto la protezione di Luna.


6   Grado d’iniziazione: HELIODROMO (il Sole).

 

E’ il sesto grado iniziatico. Il rappresentante dell’Heliodromo è Cautes, che solleva la torcia e preannuncia  il sorgere del Sole, rappresenta il levar del sole e il viaggio quotidiano del dio attorno alla terra. L’iniziato imitava il sole al banchetto rituale, si sedeva accanto a Mitra (il padre) vestito di rosso, il colore del sole, del fuoco e del sangue della vita. Il grado dell’Heliodromo è sotto la protezione di Sole.

7 Grado d’iniziazione: PATER

 

E’ il settimo e il più alto grado iniziatici, rappresenta tramite Saturno il Tempo dell’Oro. Lui era il rappresentante sulla terra di Mitra, la luce del paradiso personificato, vestito in un cappello rosso e anche i pantaloni sformati Persiani di colore rosso , portando un bastone, simbolo del suo carico spirituale: Il grado del Pater è sotto la protezione di Saturno.